Celebrazione dei Seniores: «Incontro con la storia del giornalismo»

Come tradizione consolidata, il Consiglio dell’Ordine del Piemonte nella giornata di mercoledì 6 dicembre ha festeggiato le colleghe e i colleghi che hanno maturato i 40, 50, 60 e 70 anni di iscrizione. Un momento di gioia, ma anche una preziosa occasione per non perdere la memoria della professione. La manifestazione si è svolta a Torino, nella sede del Circolo della Stampa a Palazzo Ceriana Mayneri, in Corso Stati Uniti 27.

A dare il benvenuto è stato il presidente Stefano Tallia: «Oggi – ha detto Tallia – incontriamo la storia del giornalismo. All’epoca era un mondo diverso da quello di oggi di fare giornalismo, sia dal punto di vista del contesto sociale, che culturale e tecnologico, ma c’è qualcosa che accomuna e deve accomunare le generazioni tra loro e sono i valori richiamati nelle nostre carte deontologiche, quelle di cui non bisogna mai perdere la memoria. Sono carte che raccontano l’onore di fare parte di questa categoria ma anche la responsabilità di tenere accese le luci sulla società, illuminando anche gli angoli meno visibili ma importanti per far sì che le persone possano farsi un’opinione libera e documentata». 

Alle parole di Tallia segue l’intervento del vice presidente Ezio Ercole: «Negli occhi avete ancora una luce che irradia con la vostra saggezza, professionalità ed esperienza. Oggi qui siamo una grande famiglia con due polmoni, quello dei professionisti e quello dei pubblicisti, che devono lavorare sempre insieme per mantenere pari dignità tra giornalisti».

A portare il suo saluto è anche la segretaria dell’Ordine Maria Teresa Martinengo: «È bello oggi vedere qui anche tante donne giornaliste. Mi fa piacere in questa occasione ricordarne in particolare una che mi fu molto cara: si tratta di Gabriella Poli, per anni capo cronista a La Stampa negli anni ’70 e ’80. Nella sua carriera fece molte inchieste importanti, con coraggio, passione e dedizione».

Tra ricordi di linotype, macchine da scrivere e primi pc, si alternano poi sul palco le voci dei protagonisti premiati, ricordando in particolare la qualità del lavoro e alcune professioni che ormai non esistono più, come i correttori di bozze. Tra queste voci il direttore di Cronaca Qui Beppe Fossati: «Il giornalismo è una malattia che difficilmente si estingue», e giornalisti come Gianmario Giorgetti che invita a lasciare «un po’ di ciò che è stato ricevuto in questi anni  da noi alle nuove generazioni».

A prendere la parola è poi Mario Berardi, storico presidente dell’Ordine: «A sentire le parole di colleghi e colleghe mi sembra la dimostrazione che il giornalismo è più vivo che mai e ha una tradizione positiva da tramandare ai giovani».

Porta il suo saluto anche Daniele Cerrato, ex presidente Casagit, mettendo in evidenza l’importanza della parola dignità: «Oggi in tanti hanno parlato di come è cambiata la professione, ma è importante riuscire a comunicare che non deve mai cambiare l’importanza della dignità della professione, perché spesso oggi il giornalismo è diventato un fatto di risposte, ma purtroppo c’è sempre meno spazio per le domande».

In conclusione, porta il suo saluto anche la segretaria della Subalpina Silvia Garbarino: «Un tempo l’adesione al sindacato era più forte di quella attuale, ma sono lieta di dire oggi che nell’ultimo anno c’è stata un’inversione di tendenza e siamo riusciti con i nostri obiettivi a raggiungere colleghi e colleghe che non credevano più nel sindacato o che non si erano mai avvicinati al sindacato. Questo credo sia un successo da condividere con tutti voi, specialmente in una giornata di festa come questa».