registro praticanti

Praticanti

Per iscriversi al registo praticanti occorre presentarsi al Consiglio regionale del Piemonte

con la seguente documentazione:

domanda in carta da bollo (marca  da 16,00 €) a firma del richiedente, indirizzata a:

Ordine dei Giornalisti
Consiglio Regionale del Piemonte
Corso Stati Uniti, 27 – 10128 Torino

(modulo di iscrizione)

– due fotografie formato tessera;

– dichiarazione sostitutiva di certificazione, in carta libera, attestante data e luogo di nascita, residenza, cittadinanza, godimento dei diritti politici, numero di codice fiscale e titolo di studio

(dichiarazione sostitutiva di certificazione);

 – fotocopia del documento di identità (carta di identità o passaporto);

 – fotocopia del tesserino di attribuzione del codice fiscale;

 – qualora il richiedente non fosse in possesso del titolo di studio di scuola media superiore, aggiungere alla domanda di iscrizione la seguente frase: “Il sottoscritto, non essendo in possesso del titolo di studio previsto dalla legge, chiede di sostenere l’esame di cultura generale”;

 – dichiarazione del direttore responsabile, che comprovi che l’interessato è stato assunto in qualità di praticante e la data di assunzione;

 – dichiarazione dell’amministrazione, in cui si precisi che al praticante vengono effettuati i versamenti previdenziali come previsto dal CNLG (INPGI e CASAGIT);

 -fotocopia contratto/i;

 – elenco dei giornalisti professionisti e dei praticanti presenti in redazione, firmato dal direttore responsabile;

 – 120,00 € per diritti di segreteria, da versarsi presso gli uffici di segreteria dell’Ordine al momento della presentazione della domanda

– (150,00 € qualora il richiedente chieda il riconoscimento di compiuto praticantato o la retrodatazione dell’iscrizione nel registro dei praticanti).

 

Freelance

 

Chi è già iscritto all’Albo come pubblicista e svolge attività giornalistica da almeno tre anni con rapporti di collaborazione coordinata e continuata con una o più testate qualificate allo svolgimento della pratica giornalistica secondo i criteri contenuti nell’art. 34 della Legge 69/63,  può chiedere al Consiglio regionale l’iscrizione al Registro dei praticanti. A tal fine il richiedente deve presentare:

a) copia dei contratti di collaborazione continuata e coordinata o delle ricevute di pagamento da parte delle testate.

 b) copia della dichiarazione dei redditi da cui risulti che il compenso annuale dell’attività giornalistica corrisponde al trattamento minimo del praticante (15.900€ lordi l’anno)

 c) documentazione della produzione giornalistica.

Nel caso dei freelance l’attività giornalistica rientra nella fattispecie del telelavoro. Il richiedente deve pertanto indicare il giornalista professionista, caposervizio o redattore della testata o delle testate per le quali lavora e che gli impartisce le indicazioni tecnico-professionali. Al termine dei 18 mesi a far data dalla iscrizione al Registro dei praticanti il richiedente, per ottenere dal Consiglio regionale il certificato di compiuta pratica dovrà presentare una dichiarazione dei caposervizio o del redattore da lui precedentemente indicato che specifichi i servizi informativi nei quali è stato impegnato.
Sarà cura del Consiglio regionale valutare, al momento dell’iscrizione al Registro dei praticanti e al momento della certificazione della compiuta pratica, con tutte le verifiche ritenute necessarie, che la testata o le testate per le quali il richiedente lavora abbiano le caratteristiche necessarie allo svolgimento del praticantato e che la documentazione prodotta risulti attendibile.
Il freelance che chiede l’iscrizione al Registro dei praticanti deve attestare, prima dell’esame di idoneità professionale, di aver frequentato i seminari organizzati dal Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti e gli eventuali corsi di formazione organizzati dai Consigli regionali.

 

Delibera sul praticantato degli uffici pubblici

 

considerato il perpetuarsi di una prassi che vede dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche, impiegati in ruoli di ufficio stampa, rivolgere al nostro Ordine istanze di riconoscimento di compiuto praticantato;

valutato che si ritiene tale prassi irrispettosa dell’Ordine stesso, che viene considerato puro ente ratificatore, esautorandolo da qualsiasi controllo cui, invece, è vincolato dalla sua legge istitutiva;

preso atto che da tempo soltanto alcune Amministrazioni, particolarmente sensibili all’argomento, hanno avviato procedura opposta che condivide con l’Ordine l’avvio del praticantato;

alla luce della situazione di disparità di trattamento che di fatto si è creata a fronte di situazioni analoghe

nella seduta del 4 aprile 2014

ha deliberato di non accogliere più richieste di compiuto praticantato da parte di dipendenti dell’Amministrazione pubblica, ma richieste di avvio quando ci siano provati requisiti. La consuetudine alla quale già il Consiglio del Piemonte si atteneva da sette anni diventa definitiva attraverso tale deliberazione.

Resta salva, in presenza dei requisiti richiesti, la legittimità di eventuali richieste di ricongiungimento

e l’iscrizione al registro dei praticanti a fronte di un regolare contratto di praticantato da parte dell’Ente

Delibera sul praticantato degli uffici pubblici

Il presidente

Alberto Sinigaglia