L’assemblea OdG Piemonte approva il bilancio consuntivo 2022 e la previsione 2023


Nella serata di ieri, 31 marzo, è stato approvato il bilancio consuntivo e di previsione dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, ma l’incontro è stato anche l’occasione per un confronto sulla situazione della professione, con una particolare attenzione ai servizi per i colleghi e allo sviluppo di sinergie per migliorare i rapporti tra le istituzioni della categoria.

Ad aprire gli interventi è stata la relazione contabile del tesoriere Mario Bosonetto, il quale ha messo in evidenza come l’Ordine nell’ultimo anno abbia incassato più di quanto speso. Tuttavia – ha aggiunto Bosonetto – è necessario mantenere alta l’attenzione: «Le quote associative sono la sola fonte di entrate dell’Ordine, ma il numero degli iscritti di questi anni è leggermente calato. Un aspetto positivo di questo bilancio è l’attenzione agli eventi di formazione (gratuiti, ndr) e alle consulenze per continuare a migliorare i servizi ai colleghi. I prossimi investimenti continueranno a riguardare la formazione, il sostegno al Centro Pestelli, al master di giornalismo e la sinergia con l’Associazione Stampa Subalpina e il Circolo della Stampa, oltre alla realizzazione del portale internet della Casa dei Giornalisti, che sarà un modo per offrire una sede di dibattito alla categoria».

All’intervento di Bosonetto ha fatto seguito quello della presidente del Collegio dei revisori dei conti Paola Caramella che, esaminato il bilancio, ne ha proposto l’approvazione.

La relazione del presidente Stefano Tallia ha messo in luce preoccupazioni di carattere generale, dai limiti al diritto di cronaca alla perdurante crisi economica del settore: «Non può non preoccupare – ha detto il presidente – la mancanza di una strategia chiara all’interno del più grande gruppo editoriale italiano».

«Avevamo immaginato – ha continuato Tallia che dietro all’aggregazione del gruppo Gedi vi fosse un disegno di più ampio respiro che oggi ci pare invece essere molto labile. E questo è ancor più grave perché accade in assenza di quelle riforme delle quali l’editoria avrebbe bisogno, a partire naturalmente da quella dell’Ordine dei Giornalisti. Proprio ieri il Consiglio nazionale ha approvato le nuove modalità di accesso al praticantato: è un primo passo, anche se andranno precisati meglio i confini della professione giornalistica per evitare il venire meno del senso stesso dell’Ordine».

Di fronte a una situazione di così grande incertezza il Presidente ha quindi auspicato una vasta unità nella categoria ed è con questo spirito che nascerà il portale Internet della Casa dei Giornalisti, che ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento per la categoria e per le persone interessate al giornalismo. Allo stesso tempo l’Ordine ha confermato l’intenzione di impegnarsi nel rilancio del Circolo della Stampa come luogo di incontro e confronto all’interno della città.

In chiusura, gli interventi del vice presidente Ezio Ercole e del presidente del Consiglio di Disciplina Gianfranco Quaglia. Ercole ha posto l’accento sull’importanza dei canali di informazione in un’epoca in cui propagano con estrema facilità le fake news: «Per tutto ciò che si sta venendo a creare nel mondo dell’informazione – ha detto il vice presidente – c’è bisogno di tornare a consumare le suole delle scarpe. Le intelligenze artificiali potranno anche scrivere articoli, ma non potranno mai essere sulla notizia e mai sostituiranno i cronisti».

L’intervento di Quaglia ha invece ricordato l’impegno del Consiglio di Disciplina sia nel perseguire comportamenti scorretti all’interno della categoria, sia dal proteggere la professione da quelli che sono talvolta interventi strumentali.

In conclusione, alcuni interventi tra i quali quelli dell’ex presidente Mario Berardi hanno sottolineato l’importanza di coinvolgere maggiormente l’opinione pubblica sui problemi dell’informazione. Una proposta ha avuto l’immediato sostegno del presidente che ha suggerito di realizzare a breve, in accordo con l’Associazione Stampa Subalpina, un incontro con i parlamentari piemontesi per sensibilizzarli sull’importanza del gruppo Gedi per il territorio piemontese e per riprendere il confronto sul tema della presunzione di innocenza.

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