Il giornalismo ha ancora credibilità


Il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino giovedì 16 marzo si è dimesso dichiarando: <La categoria ha perso credibilità>. E’ vero, è grave, ma rischia pericolosi equivoci. La crisi economica si è riverberata sull’informazione complicando la crisi innescata dalla rivoluzione tecnologica. Chi ne ha fatto un alibi per tagliare teste, organici, collaborazioni e compensi ha provocato disastri. Ci sono colleghi che scrivono due, tre articoli al giorno, pagati 5 euro ciascuno. Sfruttati, umiliati, non hanno il tempo di eseguire le verifiche – fatti, nomi, cifre – che sono tra i primi nostri doveri. Anche così declina la credibilità, già compromessa dalla panna montata del giornalismo gridato. Ma riconoscere questa realtà significa saperla affrontare come l’affrontano molti colleghi nei quotidiani, nei settimanali, nelle radio, nelle televisioni, nel web. E come l’affrontano gli Ordini regionali dei giornalisti: i più diretti conoscitori delle reali condizioni della categoria, i più preoccupati e ostinati nel cercare rimedi. Lo facciamo interpretando al meglio la formazione che è un obbligo di legge. Lo facciamo con segnalazioni e precise proposte all’Ordine nazionale, al governo, al Parlamento. Lo facciamo dialogando con il sindacato e con gli editori. L’obiettivo è una professionalità adeguata al mondo in cui giornali-tv-radio-web sono intrecciati: un giornalismo che aiuti a distinguere la notizia dalla falsa notizia nella nebbia e nel rumore dei mille messaggi che ci bombardano. Mentre il giornalismo non ossequiente e non servile ha nemici in ogni schieramento politico, mentre in tanti ne auspicano la fine, noi ne vediamo la crescente necessità e lavoriamo per questo. La qualità di una democrazia dipende da quanto i cittadini siano bene informati, aiutati a difendersi da propaganda, menzogne, veleni ideologici e razzismo con strumenti e garanzie professionali, e dirittura morale.   Alberto Sinigaglia Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte  

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